Associazione Giobbe  Onlus

Organizzazione della Comunità Cristiana Torinese per la promozione di iniziative
di solidarietà rivolte a persone con Aids



Associazione Giobbe Onlus Associazione Giobbe Onlus Associazione Giobbe Onlus Associazione Giobbe Onlus Associazione Giobbe Onlus

Da 20 anni al fianco dei malati di AIDS per guardare oltre le difficoltà

Costituita nel 1990 per volontà dell’Arcivescovo di Torino e ad opera della Caritas diocesana, dell’Ufficio diocesano per la pastorale della salute, di alcuni Istituti religiosi, di Volontari e di Professionisti in campo sanitario, l’Associazione Giobbe ha ottenuto il riconoscimento di personalità giuridica privata (D.G.R. n° 125 del 27/04/94) ed è iscritta all’anagrafe Onlus.

Alla nascita dell’Associazione Giobbe, l’AIDS si era già manifestato in tutta la sua drammaticità umana e con riflessi sociali che nascevano dalle paure incontrollate che le modalità di contagio scatenavano, causando di conseguenza gravi reazioni di emarginazione e discriminazione delle persone colpite.

Di fronte a questi atteggiamenti e alla grande sofferenza e solitudine dei malati, l’Associazione sentì che era “giusto e necessario” porsi come forza di “contrasto” per richiamare la società civile e, innanzitutto, la comunità cristiana ad un impegno di solidarietà, accoglienza, condivisione verso gli ammalati e le loro famiglie.

Con questo obiettivo l’Associazione ha individuato due punti necessari e prioritari:
. un intervento di volontariato di sostegno in ospedale e al domicilio delle persone in AIDS e alle loro famiglie

. un intervento di accoglienza, istituendo una apposita “Casa” per le persone sole e abbandonate, in stato avanzato della malattia; una “Casa” interpretata come luogo “familiare” di relazioni interpersonali e di reciproco aiuto.


IL VOLONTARIATO

Chi siamo:
siamo un gruppo di persone, che nella semplicità quotidiana cercano di condividere l’esperienza di cammino con persone in AIDS conclamato. Il nostro è un esserci nella gratuità e nella quotidianità, vuole essere presenza nella storia delle persone che vivono questa malattia, quelli che noi chiamiamo “i nostri ragazzi”.

Chi sono i nostri ragazzi?:
noi diciamo sempre che sono “i più poveri dei poveri”, quelli che in solitudine devono affrontare non solo la realtà di una malattia inguaribile, ma anche l’emarginazione, la ghettizzazione e la solitudine che nascono dal rifiuto della gente “normale” nei confronti della loro vita di diversi, drogati, omosessuali, barboni, eterosessuali, alcolisti.

Il nostro obiettivo è rivolto al benessere materiale e morale dei ragazzi; abbiamo imparato a fare con loro un cammino comune, un cammino di condivisione vivendo un pezzo della loro vita, e in questo tratto di strada abbiamo imparato a mettere “la persona” al centro del nostro interesse, al di là della realtà della malattia.

Ognuno di noi, con i propri limiti e capacità, offre il suo “esserci” a servizio di questi ragazzi che, per noi cristiani, sono fratelli.

E’ fondamentale accompagnarli nel riappropriarsi del rispetto di sé stessi e al riconoscimento della propria dignità. Questo li prepara a rileggere il proprio vissuto, a riscoprire valori nuovi quali la speranza, l’amicizia tra le persone, la riconciliazione con sé stessi e, più spesso di quanto si possa immaginare, la riconciliazione con Dio. Dai nostri ragazzi abbiamo imparato delle cose: come in ogni uomo, anche in quello che sembra il più duro, ci sia una grande ricchezza di sentimenti, di generosità, di altruismo, di capacità di amare, di bisogno di essere amato; abbiamo imparato a vedere come un uomo possa “crescere” quando lo si accompagna, quando non si sente “solo”, e come ci si debba avvicinare con umiltà e carità a chi soffre.

Quando abbiamo incominciato il nostro servizio pensavamo di “dare” qualcosa ma, a distanza di anni, possiamo dire che abbiamo “ricevuto” molto più di ciò che abbiamo dato: abbiamo ricevuto lezioni di vita e stimoli a cambiare e a essere più essenziali nei nostri comportamenti, e così, in un certo senso, abbiamo anche lavorato per migliorare la nostra qualità della vita individuando meglio il suo vero significato.

Questo è il nostro modo di vivere “in solidarietà” con chi è malato.

I NOSTRI SCOPI:
. istruzione e gestione di servizi a favore di persone colpite da AIDS e alle loro
famiglie
. promozione della cultura di condivisione e solidarietà cristiane.